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Depressione: riconoscerla e non sottovalutarla

Riconoscere la depressione Monz

La depressione oggi è uno degli stati patologici maggiormente diffusi e invalidanti. Sembrerebbe che questo disturbo dell’umore stia aumentando in questi ultimi anni, tanto  che l’OMS ha previsto che nel giro di breve tempo la depressione sarà la seconda causa di invalidità dopo le patologie cardiovascolari.

Noi esseri umani siamo soggetti a reagire con flessibilità del nostro umore rispetto ad eventi e situazioni che possono presentarsi nella nostra vita. Chi soffre di depressione tende però ad avere una flessione dell’umore verso il basso indipendentemente da situazioni esterne che possono o meno accadere. Attenzione che questo non vuol dire che non sia presente una causa allo stato depressivo, ma ciò vuol dire che la persona si sente giù di tono nella maggior parte del tempo senza che ci sia la possibilità di ricondurre l’origine a qualcosa di specifico.

La persona depressa avverte sensazioni negative costanti, uno stato generale di apatia, mancanza di desiderio a poter svolgere qualsiasi attività, insofferenza nella relazione con l’altro.

È importantissimo non sottovalutare i sintomi depressivi, soprattutto se non sono riconducibili ad una causa apparente (ad esempio un lutto di una persona cara, la perdita del lavoro, la fine di una relazione d’amore) e che persistono nel tempo.

Molto spesso i famigliari delle persone depresse non riescono a comprendere l’effettivo malessere del proprio caro e cercano in tutti i modi di aiutarlo a risollevarsi con metodi a volte controproducenti:

  • sottovalutano lo stato emotivo (dai non è successo niente, hai tutto, cosa ti manca!)
  • vorrebbero che la persona si rimettesse al più presto (tirati su, non puoi stare male sempre, guarda che bella giornata)
  • non riconoscono più la persona che avevano accanto fino a poco prima (non ti riconosco più, eri sempre attivo, non puoi andare avanti così)
  • hanno il timore di affidarsi ad un professionista (non sei matto, non hai bisogno di uno strizzacervelli)

Se il malessere persiste o se il tono dell’umore è molto compromesso, soprattutto se impedisce l’andamento normale della quotidianità della persona, è necessario rivolgersi ad un professionista, psicologo e psicoterapeuta, che saprà accogliere il malessere del paziente e saprà indicare il percorso migliore per poter supportare la persona in difficoltà.

La persona depressa ha bisogno di sentire che può stare male e che non è sbagliato sentire emozioni di tristezza. Ha tutto il diritto di chiedere aiuto e non c’è nulla di errato nel non fare tutto da soli. Vanno aiutati anche i famigliari a comprendere lo stato psicologico del proprio caro e supportati nella difficile situazione in cui si trovano. Molto spesso questa patologia ha dei potenti effetti negativi anche su chi vive accanto a questo tipo di pazienti e quindi a volte si presenta la necessità di essere supportati psicologicamente a loro volta.

In alcuni casi è importante l’intervento di un consulto psichiatrico per affiancare alla psicoterapia una cura di tipo farmacologico. Anche questo si presenta come un momento delicato per la persona a cui viene proposta: paura di essere pazzo, timore di diventare dipendente dai farmaci, pensiero di non riconoscersi più dopo l’assunzione della terapia farmacologica. Tutti pregiudizi leciti, ma grazie all’intervento di uno psichiatra competente e accogliente, si possono comprendere maggiormente tutti i vantaggi di questo tipo di intervento.

Non dobbiamo mai sottovalutare la depressione e soprattutto non dobbiamo avere paura di chiedere aiuto a professionisti competenti del settore (psicologi e psicoterapeuti) che sono formati ad accogliere e supportare gli stati deflessi dell’umore del paziente in difficoltà.

Dr.ssa Manuela Giago
Centro Acacia: Psicologia e Psicoterapia - Monza


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