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Attacco di panico. Come riconoscerlo e gestirlo.

  • Dr.ssa Michela Lauro
Attacco di panico Monza

Gli attacchi di panico sono il frutto del sommarsi di sintomi fisici, pensieri ed emozioni.

I sintomi fisici tipici dell’attacco di panico sono un’estremizzazione dei classici sintomi dell’ansia, in particolar modo aumento della frequenza cardiaca, dolori al torace, difficoltà di respirazione, sensazione di non riuscire ad inalare aria a sufficienza, difficoltà di deglutizione, tremori, stordimento, confusione etc.


Sono sintomi reali o sono frutto della mia fantasia?

I sintomi ansiosi sono assolutamente reali. Il fatto che siano espressione di valutazioni personali e sintomi emotivi non li rende “mentali”, irreali o finti. Sono il frutto del cambiamento che avviene all’interno dell’organismo di un individuo che, percepito un pericolo, si predispone allo stato d’allerta ovvero la condizione che gli consente di avere a disposizione tutte le risorse necessarie per far fronte al meglio al pericolo stesso.

Sono sintomi pericolosi?

Il fatto che siano sintomi reali cioè espressione di reali cambiamenti che avvengono all’interno dell’organismo non significa che siano pericolosi. Sintomi legati al cuore non sono indice di patologia cardiaca in atto, allo stesso modo affanno o difficoltà di respirazione non sono segnali di reali difficoltà respiratorie.

Ma è panico o semplice ansia?

L’ elemento tipico dell’attacco di panico, che lo differenzia da una forte crisi d’ansia, è la presenza, oltre ai sintomi sopracitati della paura di stare per morire (“sto avendo un infarto, soffocherò”) oppure la paura di stare per svenire o di stare per perdere il controllo (“sto impazzendo”).

Altra caratteristica tipica dell’attacco di panico è l’insorgenza improvvisa, si presenta infatti repentinamente e spesso i pazienti riferiscono di non averne avuto alcun sentore. Ciò accresce ovviamente la paura associata a tale evento.

Oltre tutto ciò l’attacco di panico spesso si verifica in situazioni considerate neutre o che, fino a quel momento, non erano state caratterizzate da timori o preoccupazioni per la persona, quindi viene percepito del tutto fuori contesto.

Quindi per riassumere:

  • sintomi tipici dell’ansia estremizzati
  • paura di morire, di svenire o di impazzire
  • insorgenza improvvisa
  • non comprensione dell’origine
  • fuori contesto

Tutto questo può accadere anche solo una volta, la persona cioè può avere anche un unico attacco di panico e, in seguito a ciò, strutturare il disturbo da attacco di panico. La paura di avere nuovi attacchi diventa l’elemento caratterizzante. L’ansia, vissuta come emozione tipica e che preannuncia il panico, diviene il “nemico” numero uno, viene percepita come pericolosa e così, senza che ve ne sia consapevolezza, si creano le condizioni disfunzionali che sostengono e favoriscono il circolo vizioso dell’attacco di panico stesso.

Cosa fare quindi per ridimensionare e gestire il panico?

  • riconoscere che i sintomi che sentiamo sono legati a vissuti ansiosi
  • realizzare che la nostra vita non è in pericolo così come non lo è la nostra sanità mentale
  • comprendere che, seppur l’episodio appaia del tutto insensato rispetto alla situazione che stiamo vivendo, è sicuramente coerente con le valutazioni ed i pensieri che noi stiamo facendo
  • provare a considerare l’ansia come una semplice emozione, fastidiosa e che non vorremmo, ma pur sempre un’emozione e non come un pericolo, accogliendola invece che combattendola

La comprensione dell’episodio di panico e la sua normalizzazione consentiranno una riduzione del timore che esso stesso scatena, una diminuzione dell’intensità delle emozioni provate e una riduzione del numero degli attacchi stessi.

Servirà però un percorso di psicoterapia che per consentire la scoperta chiara e consapevole delle valutazioni disfunzionali che innescano e mantengono il circolo vizioso del panico e la comprensione dell’origine profonda alla base degli attacchi.


Dr.ssa Michela Lauro
Centro Acacia: Monza


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