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Dsa: i disturbi specifici dell’apprendimento

Dsa: i disturbi specifici dell’apprendimento

Cosa sono e come ci comportiamo?

Un motivo che spesso conduce i genitori alla richiesta di una consultazione psicologica è il sospetto o la diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Sempre più spesso si sente parlare di DSA, e dunque di dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Queste parole, che appaiono incomprensibili, portano con loro anche un grosso carico di confusione e preoccupazione.

I genitori si domandano: “cosa vorrà dire? è grave?”

Considerando la complessità del tema, il presente articolo ha lo scopo di descrivere brevemente le informazioni più importanti ed utili ai genitori che osservano delle difficoltà nel percorso scolastico dei loro figli.

Hammill (1990) ha descritto le caratteristiche generali del Disturbo di Apprendimento (“learning disability”in lingua inglese): si tratta di un gruppo eterogeneo di disturbi manifestati da significative difficoltà nell'acquisizione e nell'uso di abilità di ascolto, espressione orale, lettura, ragionamento e matematica, presumibilmente dovuti a disfunzioni del sistema nervoso centrale. Possono coesistere con problemi di autoregolazione, nella percezione sociale e nell'interazione sociale, che non costituiscono di per sé una difficoltà di linguaggio.  Possono verificarsi in concomitanza con altri fattori di handicap o con influenze estrinseche (culturali, d'istruzione, ecc.), ma non sono il risultato di quelle condizioni o influenze.

I DSA sono descritti e trattati dalla legge n. 170/2010 che delinea le nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico.

Le istituzioni coinvolte sono:

  • SCUOLA
  • FAMIGLIA
  • EQUIPE ACCREDITATA DSA

La scuola si occupa dell’identificazione precoce dei casi sospetti e di invitare i genitori a effettuare un approfondimento diagnostico del bambino. In caso di diagnosi, la scuola si occupa di fornire tutti gli strumenti compensativi e dispensativi necessari affinchè siano garantiti al bambino il diritto all’istruzione ed eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale.

La famiglia effettua la richiesta di valutazione diagnostica con collaborazione.

L’equipe (composta da Neuropsichiatra Infantile, Psicologo e Logopedista) si occupa della valutazione neuropsichiatrica, cognitiva, logopedica e, successivamente, dell’eventuale certificazione. I componenti dell’equipe utilizzano strumenti standardizzati che permettono di individuare punti di forza e di debolezza del bambino, così da poterne definire il funzionamento cognitivo.

È molto importante, per il benessere dei bambini, che le tre istituzioni comunichino e collaborino in modo efficiente.

Nello specifico i DSA sono:

  • Dislessia: difficoltà specifica nella velocità e/o correttezza di lettura di parole, non parole e di brani
  • Disortografia: difficoltà nella correttezza della scrittura
  • Disgrafia: deficit di fluenza della scrittura
  • Discalculia: le procedure esecutive e abilità di calcolo risultano difficoltose e carenti

La certificazione è possibile quando il livello raggiunto nelle abilità scolastiche è deficitario rispetto al livello atteso per l’età cronologica del bambino.

La certificazione è uno strumento di aiuto a vari livelli: supporta il bambino nelle sue difficoltà perchè gli permette di apprendere. Ciò è possibile perché, attraverso la certificazione, le insegnanti possono adattare l’insegnamento alle specifiche difficoltà ed è inoltre possibile avviare un intervento riabilitativo. Attenzione: gli strumenti dispensativi e compensativi NON facilitano il bambino con DSA nell’esecuzione del compito richiesto. Infatti, solo tramite tali ausili è possibile svolgere il compito con un livello di difficoltà equiparabile a quella dei compagni di classe senza DSA.

Si ricorda che le difficoltà d’apprendimento non sono spiegabili con disabilità intellettiva, deficit visivi o uditivi o da altri deficit neuropsicologici. È fondamentale dunque ricordare che si tratta di bambini intelligenti, infatti per effettuare una diagnosi è necessario che il Quoziente Intellettivo Totale si collochi all’interno della norma per l’età del bambino.

I bambini con DSA hanno difficoltà ad APPRENDERE gli automatismi (della lettura, scrittura e calcolo) che, invece, sono appunto “automatici” per i bambini privi di DSA.

In alcuni casi può essere presente familiarità, ad es. dislessia nel 35-45% dei casi, ovvero è presente una maggiore incidenza del disturbo tra familiari; inoltre l’incidenza dei disturbi è del 3-4% in base all’età.

Attualmente è possibile effettuare dei test di screening precoce che permettono di identificare le aree di fragilità. Lo screening non si sostituisce alla valutazione, che è invece possibile dalla seconda (lettura) e fine terza elementare (calcolo).

Sia in misura preventiva che terapeutica, è utile tenere in considerazione anche i fattori psicologici, sociali ed ambientali di ogni singolo caso, così da valutare l’occorrenza di una valutazione e presa in carico psicologico clinica.

Per aggiornamenti sui contributi di ricerca si invia al sito www.lineeguidadsa.it

Dott.ssa Silvia De Salvo
Centro Acacia: Psicologia e Psicoterapia - Monza


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