Contare? un gioco da BAMBINI!

  • Dr.ssa Silvia De Salvo
Discalculia Monza

Sembra incredibile che un bambino molto piccolo, che sta imparando a pronunciare le sue prime parole, sappia già  “contare”. Ciò è possibile grazie all’intelligenza numerica, di cosa si tratta?

Nel corso della vita prenatale e in particolare dopo la nascita, il neonato è costantemente immerso in un ambiente con stimoli linguistici. Lo sviluppo del linguaggio prevede specifiche fasi e ci si aspetta che i bambini inizino a pronunciare le loro prime parole intorno al compimento del primo anno di vita.  Quando ciò non accade, i genitori si preoccupano, chiedono consulto al pediatra o a specialisti dell’età evolutiva, mentre non è tipico prestare attenzione allo sviluppo delle abilità numeriche del bambino, seppure queste inizino a svilupparsi molto precocemente.

L’intelligenza numerica è infatti la capacità di concepire ciò che ci circonda nell’ambiente utilizzando termini e quantità numeriche in modo automatico. Nello specifico, la capacità del bambino di riconoscere differenze tra quantità numeriche è presente prima della capacità di produrre le prime parole. I bambini già a 6-7 mesi di vita sanno differenziare figure sulla base del concetto di numerosità, ciò è possibile grazie ad un’abilità chiamata subitazing che consente di riconoscere la numerosità di un gruppo di oggetti senza contarli, individuandone quindi la quantità a colpo d’occhio (gruppi di massimo 4-5 elementi). I bambini molto piccoli mostrano competenze nel rilevare le quantità numeriche perché si tratta di un’abilità innata (Butterworth, 2004). Stimolare le abilità numeriche di bambini piccoli (12-18 mesi) può favorire il successivo apprendimento delle competenze di più alto livello, accedendo alla scuola primaria con maggiore “agilità” nelle discipline logico-matematiche.

Accade spesso che, nel corso della scolarizzazione, alcuni bambini mostrino difficoltà nell’apprendimento delle abilità di calcolo. Tra gli indicatori di rischio c’è la difficoltà nel riconoscere piccole quantità numeriche a colpo d’occhio (subitazing); questi bambini infatti tendono a contare gli elementi del gruppo di oggetti, invece riconoscere la quantità in modo automatico.

Se nella prima infanzia tali difficoltà possono passare inosservate perché si tende a prestare maggiore attenzione alle abilità linguistiche, nel corso della scuola primaria possono emergere in modo evidente le difficoltà specifiche nell’apprendimento delle abilità matematiche. Può trattarsi di lievi fragilità oppure di difficoltà specifiche dell’apprendimento, diagnosticabili come Discalculia evolutiva. La discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento che compromette i processi di acquisizione delle competenze aritmetiche, inficiando il raggiungimento dell’automatismo.  L’incidenza è pari al 5-6 % sulla popolazione scolastica, senza una particolare differenza tra i maschi e femmine.

Secondo i manuali diagnostici (DSM-V e ICD-10) la discalculia si manifesta con alcuni sintomi specifici che possono coinvolgere il concetto di numero, la memorizzazione di fatti aritmetici, il calcolo accurato e fluente, il ragionamento matematico corretto. In pratica il bambino ha difficoltà nel  comprendere i concetti di base delle operazioni, riconoscere e usare i segni matematici e i simboli numerici, svolgere le operazioni aritmetiche e nello svolgimento di problemi. Inoltre possono esserci difficoltà nell’allineamento corretto di numeri, nell’organizzazione spaziale per lo svolgimento di operazioni in colonna o nella memoria di lavoro.

Nella diagnosi di Discalculia sono dunque implicate molteplici abilità che è possibile approfondire, dai primi anni della scuola primaria, attraverso programmi di screening con test standardizzati volti ad individuare la presenza di fragilità delle abilità matematiche.  Riconoscere precocemente eventuali difficoltà permette di intervenire in modo preventivo e attivare percorsi di potenziamento di tali abilità, permettendo al bambino di sentirsi più competente e  sicuro. Si specifica che la diagnosi di Discalculia è possibile dalla fine del terzo anno della scuola primaria.

Oltre agli interventi di prevenzione in età scolare, è possibile stimolare le abilità matematiche di bambini in età prescolare?

Sì! Ma c’è un prerequisito importantissimo: giocare! È importante creare una relazione in cui adulto e bambino si divertono nelle attività condivise, attraverso il gioco l’apprendimento è facilitato perché l’esperienza è accompagnata da emozioni positive.

Ecco alcuni suggerimenti: dai due anni circa si può nominare e descrivere le quantità di oggetti concreti come maggiori o minori, “più” o “meno”, “tanti” o “pochi”, facilitando tale apprendimento tramite l’esposizione a etichette verbali che descrivono la numerosità di un gruppo di oggetti. Ciò è possibile nella quotidianità, durante i momenti di gioco o del pasto.  Dai tre anni si può chiedere al bambino di contare piccole quantità, anche attraverso l’uso delle mani che sono un prezioso alleato per le abilità di calcolo. Si tratta di efficienti “calcolatrici” portatili e sempre disponibili. Nel confronto di quantità, si può chiedere al bambino di indicare “dove ce ne sono di più?”, facendo attenzione che gli oggetti confrontati abbiano la stessa grandezza fisica tra loro.

Inoltre è possibile chiedere ai bambini di mettere in ordine di grandezza alcuni oggetti, dal più piccolo al più grande e viceversa.

Porre attenzione a certe abilità e competenze fin dai primi anni di vita, permette di individuare l’eventuale presenza di fragilità delle abilità numeriche.

Rilevare precocemente tali difficoltà consente di intervenire, concedendo  al bambino l’opportunità di accedere alla scuola primaria con un “bagaglio” di competenze più solido e di vivere con entusiasmo l’esperienza scolastica.

Riferimenti bibliografici:
Cornoldi C. (2007). Difficoltà e disturbi dell’apprendimento. Il Mulino, Bologna.
Butterworth, B. et al. (2004). Developmental discalculia and basic numerical capacities: a study of 8-9 years-old students, in Vognition, 93, pp.99-125.
Butterworth, B., (2011). Numeri e calcolo. Lo sviluppo delle competenze aritmetiche e la discalculia evolutiva. Erikson, collana i mattoncini, Trento.
Ianes, D., Lucangeli, D., e Mammarella, I.C. (2010). Facciamo il punto su…. La discalculia. Erickson, Trento.
Lucangeli, D., De Candia, C. e Poli, S.(2010). L’intelligenza numerica, volume 4. Erickson, Trento

Dr.ssa Silvia De Salvo
Psicologa Psicoterapeuta
Centro Acacia: Monza


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