Dipendenza amorosa: “Senza te io non esisto”

Vorrei in questo spazio riflettere con voi lettori su un tema molto delicato, di cui si parla molto ma spesso poco valorizzato: la dipendenza amorosa

Quanti uomini e donne chiamano in studio per iniziare un percorso di aiuto perché distrutti dalla fine di un amore o stanchi di un amore che li fa soffrire da cui però non riescono a separarsi. Vivono un amore malsano, esagerato dove solitamente uno dei due vive in funzione dell altro, vive l amore all insegna della fusione e confusione.

La dipendenza affettiva è una delle dipendenze meno tangibili: la persona non è dipendente da una macchina, dalla bottiglia o da una droga, dipende da un CUORE , da una speranza, da una presenza. Quando l essere amato scompare, il dipendente affettivo si ritrova in piena astinenza e in balia dei flutti: tutto il suo essere è alla deriva, in un angoscia emotiva che gli fa vivere il martirio.

Chi ha vissuto sulla propria pelle una relazione di dipendenza affettiva conosce il dolore profondo in cui si cade quando si viene lasciati: si dipende da uno sguardo, una telefonata, da una speranza. La propria vita è appesa all altro.

La dipendenza affettiva non si limita ai rapporti di coppia, può infatti essere presente in una relazione amicale, nei legami familiari, al lavoro.

Come ci si può accorgere di essere vittima di una dipendenza affettiva?
Quando ci si trova in un rapporto di alienazione, di subordinazione ad un altro soggetto. Ci si trova in una relazione di dipendenza quando ci si accorge di dipendere completamente dall altro. Questo fa precipitare in una relazione malsana, in una forma di impotenza verso l oggetto della propria dipendenza. A controllarci è questo oggetto: ne siamo dipendenti.

La dipendenza solitamente esprime una carenza, un vuoto da colmare le cui origini sono spesso da ritrovare nelle relazioni genitoriali. Il dipendente affettivo cerca di colmare un vuoto interiore senza fondo, presenta come un insaziabile bisogno d amore che trascina la persona in un circolo vizioso che l allontana da se stessa.

Secondo il dizionario francese Le Grand Laurosse , la dipendenza affettiva designa un bisogno generale ed eccessivo di essere accuditi, bisogno che porta a un comportamento sottomesso e un angoscia di separazione. Questa dismisura, quest impotenza e questa perdita totale della propria autonomia emotiva caratterizzano tale condizione di dipendenza , un male che genera sofferenza, perdite dolorose e tristi conseguenze nella vita della persona che ne
soffre.

Quando ci si trova a dipendere dall amore dell atro, quando si vuole essere amati ad ogni costo è importante fermarsi e chiedere aiuto ad uno specialista. Dietro all esasperato bisogno di essere amati c’è una profonda fragilità, una bassissima autostima e un amor proprio inesistente. Si esiste solo negli occhi dell altro. Non si brilla di luce propria, e se l altro decide di non posare più lo sguardo su di noi si cade in un buoi profondo.

Chi soffre di dipendenza affettiva è convinto di non meritare di essere amato, vive costantemente nella paura di non piacere, teme la solitudine , accetta di fare qualunque cosa per l altro e questo anche se la richiesta va contro i suoi valori e il suo codice morale. Questo complesso d inferiorità e questa paura del vuoto lo conducono ad asservirsi, talvolta a tollerare l intollerabile per conservare quel poco d amore che è riuscito a strappare. La persona dipendente corre il grosso rischio di tollerare comportamenti sempre più intrusivi. Alimenta così una forma di violazione nei suoi confronti, della quale è complice. Il potere che l altro può avere sul dipendente è il potere che il dipendente gli accorda.

Quando si parla di dipendenza affettiva, la sofferenza e la soluzione si trovano dentro di sé, in un universo poco frequentato dal dipendente affettivo, il quale si conosce poco e si interessa poco a se stesso, troppo occupato a ricercare fuori ciòche crede di non poter trovare dentro.

La pericolosità della dipendenza affettiva è appunto il fatto che essa induce la persona a negare la propria identità. L individuo pone la responsabilità della propria vita nelle mani di terzi e questo lo rende dipendente , spettatore della propria esistenza.

Chi soffre di dipendenza concede agli altri la sua libertà di scegliere e delega loro la sua ricerca della felicità.

Spesso ci si crogiola dietro al fatto di amare troppo o di essere troppo gentili, o troppo premurosi.

La realtà non è questa. Si soffre perché non si è in grado di amare il proprio essere.

Chi è vittima di dipendenza affettiva , non si conosce, non conosce ne i suoi talenti, ne i suoi bisogni. Non conosce la sua grandezza, il suo valore, i suoi limiti.

Spero di aver fornito degli spunti di riflessione che fermino chi si riconosce in tali caratteristiche. Spesso la sofferenza del dipendente affettivo è sottovalutata e banalizzata . In realtà dietro a tale dipendenza c’è un abisso di dolore.

La dipendenza affettiva ha un impatto molto negativo sulla vita di chi ne soffre.

Questo articolo vuole essere un appello a tutti coloro che si ritrovano in tale dinamica. Dalla dipendenza si può guarire ma è necessario farsi aiutare e iniziare un lungo cammino nel corso del quale la persona riprende il potere della propria vita, fatto che la porta a cambiare percezioni errate e a modificare comportamenti autodistruttivi, allo scopo di sviluppare atteggiamenti che le saranno di beneficio.

Il percorso di cura consiste nell attraversare con il Terapeuta il proprio deserto interiore: imparare ad amarsi meglio, ad amarsi di più, ad accettarsi per quello che si è riprendendo in mano le redini del proprio destino.

dr.ssa Alessandra Cicero
Centro Acacia: Monza


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