“Cosa succede al mio bambino?” Disturbi, disagi e difficoltà dell’età evolutiva

  • Dott.ssa Silvia De Salvo - Psicologa clinica
Difficoltà dell’età evolutiva Monza

“Cosa succede al mio bambino?” è una domanda comune a moltissimi genitori, indipendentemente dalla cultura di appartenenza, l’età o il genere degli individui.

La Psicologia dell’età evolutiva cerca di aiutare i genitori a trovare delle risposte a questa ed altre domande attraverso la consultazione psicologica.

Quando si richiede una consultazione, bisogna prima di tutto essere disponibili ad indossare “un paio di occhiali nuovi”, per iniziare ad osservare il proprio bambino da un punto di vista differente. I disagi dell’età evolutiva variano in base, appunto, all’età del bambino, o dell’adolescente; la crescita infatti implica numerosi passaggi e “prove” evolutive che talvolta possono davvero mettere in “crisi” i nostri bambini ma anche le mamme e i papà.

Il primo step per iniziare a mettere a fuoco le difficoltà del minore è individuare in quali di queste “prove” il bimbo fa o ha fatto più fatica. Come è andato l’inserimento alla scuola materna? E alla scuola primaria? É un bambino che racconta dei suoi amici e compagni di scuola? Quali sono le fatiche osservate più spesso a casa?

Queste sono solo alcune delle domande che permettono di porre l’attenzione sia sulle risorse che sulle fatiche dei piccoli.

I disagi emotivi nei bambini, infatti, possono manifestarsi in diversi contesti, anche sotto forma di sintomi somatici molto sofferti.

In ambito scolastico ad esempio, può accadere che… “mio figlio non vuole separarsi da me al mattino, piange disperatamente!” oppure “Luca al mattino ha sempre mal di pancia!”. Questi esempi possono essere indicatori di una fatica nella seprazione dal caregiver, ovvero chi si prede cura del bambino.

L’ambiente domestico è altresì importante, poiché la famiglia vive e crea delle dinamiche molto significative per la crescita e la formazione della personalità dei nostri piccoli. Inoltre la sofferenza, seppur in modo molto personale, coinvolge tutti i membri della famiglia.

Un altro motivo che spesso induce alla consultazione psicologica è il sospetto o la diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Sempre più spesso si sente parlare di DSA, e quindi di dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia. Queste parole così complesse destano anche molta preoccupazione, ma cosa significano? Considerata la vastità dell’argomento seguirà un articolo specifico a riguardo.

È importante ricordare che l’evolutiva comprende anche il periodo dell’adolescenza, momento fondamentale nella crescita e nella creazione dell’individualità.

L’adolescenza è una “crisi evolutiva” che conduce ad un cambiamento, un passaggio da un’infanzia conosciuta ad un futuro nuovo e potenzialmente pauroso. È una fase della vita estremamente faticosa, per i ragazzi che spesso si chiedono “Chi sono?” e per i loro genitori che si trovano solitamente a chiedersi “Dov’è finito mio figlio? Il mio bambino? Non lo riconosco più!”.

Dunque, cosa possono fare i genitori?

Prima di tutto re-stare. Ovvero rimanere nonostante tutto, permettendo così al proprio figlio di sperimentare la costanza di un amore per lui, anche di fronte all’espressione di tutte le sue parti più sofferenti e difficili da accettare e comprendere.

Oltre a ciò, la consultazione psicologica è una reale opportunità per la messa a fuoco delle difficoltà di ogni bambino ed adolescente, attraverso il coinvolgimento dei genitori, fondamentali alleati nel processo di crescita dei figli.

Dott.ssa Silvia De Salvo
Psicologa clinica


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