Mindfulness e psicoterapia

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Mindfulness e psicoterapia

La mindfulness è oggi uno degli strumenti più studiati e utilizzati in ambito psicologico e psicoterapico per la promozione del benessere mentale e la gestione del disagio emotivo. Un numero sempre maggiore di psicoterapeuti la integra nel proprio lavoro clinico, grazie alla sua efficacia dimostrata dalla ricerca scientifica. Ma cos’è la mindfulness dal punto di vista psicologico e perché funziona così bene?
La mindfulness viene definita come la capacità di portare attenzione al momento presente in modo consapevole, intenzionale e non giudicante. Non si tratta di “svuotare la mente”, ma di osservare ciò che accade dentro e fuori di noi -pensieri, emozioni, sensazioni corporee- senza evitarli né reagire automaticamente.
Questa abilità consente di creare uno spazio tra l’esperienza e la risposta, favorendo una maggiore libertà di scelta e una migliore regolazione emotiva. Dal punto di vista clinico, la mindfulness è considerata una competenza psicologica allenabile e non una pratica spirituale come erroneamente qualcuno pensa.

Uno degli aspetti centrali della mindfulness in psicologia è il suo impatto sui processi cognitivi. Molte forme di sofferenza psicologica sono mantenute da meccanismi automatici come ruminazione, preoccupazione e giudizio negativo verso se stessi.
La pratica mindfulness aiuta a riconoscere questi processi mentali nel momento in cui emergono, riducendo l’identificazione con i contenuti della mente. Questo approccio favorisce la decentratura, ovvero la capacità di osservare i pensieri come eventi mentali transitori e non come verità assolute.

La mindfulness è alla base di diversi interventi psicologici evidence-based. Tra i più conosciuti troviamo la Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR) e la Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT), utilizzate soprattutto per la gestione dello stress e la prevenzione delle ricadute depressive.

In ambito clinico, la mindfulness viene impiegata nel trattamento di:

  • disturbi d’ansia
  • depressione
  • stress cronico
  • disturbi psicosomatici
  • difficoltà nella regolazione emotiva

L’efficacia della mindfulness è legata alla capacità di modificare il rapporto con l’esperienza interna, piuttosto che tentare di controllarla o eliminarla.
I benefici di questa pratica, confermati da numerosi studi scientifici, riguardano diversi livelli del funzionamento psicologico. Tra i principali troviamo:

  • riduzione dello stress percepito
  • maggiore consapevolezza emotiva
  • miglioramento dell’attenzione
  • diminuzione della reattività automatica
  • aumento dell’autocompassione

A livello neuropsicologico, la pratica regolare è associata a cambiamenti nelle aree cerebrali coinvolte nella regolazione delle emozioni e nella risposta allo stress.
La mindfulness rappresenta un approccio efficace e scientificamente fondato per migliorare il benessere mentale. Allenare la consapevolezza del momento presente permette di sviluppare una relazione più flessibile e sana con i propri pensieri ed emozioni. Per questo motivo, la mindfulness è oggi considerata una risorsa fondamentale nella pratica psicologica contemporanea.

Dr. Marco E. Trevisan
Centro Acacia


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